Libertà è scegliere il proprio guinzaglio o scegliere di non averne?

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Quanti Occhi

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venerdì, 30 maggio 2008
I fought the law (and the law won)

Chiusi nelle automobiline incolonnate.
Incastrati nei nostri obblighi e nei nostri orari.
In fila in una mensa dove non sembriamo poi tanto differenti dalle bestie da allevamento che andiamo mangiando.
Lavorare si, ma non troppo.

I tempi lavorativi DEVONO essere sempre troppo corti.
Gratificazioni, altrove… quando non zero.
Stanchi, mangiati dentro, distrutti, esausti, amareggiati e sconfitti…

In tutto questo, la cosa più sensata che ho fatto, mi è sembrata mimare una chitarra in macchina mentre ascoltavo i CLASH sul raccordo anulare,stamattina.
Nello specifico 'SAFE EUROPEAN HOME’.

Anche se il testo si riferisce ad altro, il contesto è decisamente diverso, lo spirito di ribellione è molto più aspro,devo dire che mi sembra il pezzo ideale per un bel finale. Quello perfetto per i titoli di coda… con quel vago sapore di menefreghismo che può rimanerci utile in queste ore cosi grigie.

Che ognuno di voi possa avere la sua colonna sonora sempre a disposizione, quando più ne ha bisogno.

Mi sembra un bell’augurio.


(Sopratutto per te Mariater... Tieni duro...)

Postato da: PeloBagnato a 00:16 | link | commenti (3)

mercoledì, 30 aprile 2008
Ies, ui se poteva

Decisamente non amo molto la sagra della ‘ferita leccata’, tipica del centrosinistra, ma certo è che almeno in questo caso qualche riflessione a posteriori va fatta.
Noi popolo centrosinistroide prima, e piddiano adesso, si è in abitudine di effettuare ragionamenti prima, dopo e durante i governi che andiamo inanellando. Storicamente siamo una coalizione creata sulla base del confronto continuo, della discussione interna mai risolta, della divergenza socio-culturale dei singoli partiti ed in favore dell’individualità che ognuno di essi rivendica all’interno della coalizione stessa. 
Forse anche per questo, a differenza dei governi di destra, sembriamo sempre i meno risoluti ed efficaci.
Mentre i governi di destra hanno un leader, e a prescindere ogni parte della coalizione fa ciò che il LORO leader chiede -risultando più decisi e risoluti- i governi di sinistra devono pagare dazio alla loro natura liberale ed alla continua ed affannosa ricerca di consenso comune.

Cercando di ovviare a questa eventualità, si è tentato il colpo di teatro della corsa in solitaria.
Un progetto, che se realizzato, avrebbe finalmente visto una colazione stretta intorno ad una serie di punti da realizzare, con finalità ben precise, lontano da quelle che sono state le grandi indecisioni e titubanze dei precedenti governi di centro sinistra. Affinché ai posteri potesse rimanere il ricordo di una sinistra che, se anche troppo sinistra non è, alla fine funziona, concretizza, non presta più il fianco ai ricatti di stampo Mastelliano.

Cosi, con una nuova invenzione teatrale in una mano, ed il sostegno di un elettorato rosso fondato sul NEMICO CHE CI UNISCE e sul principio/ricatto del voto utile nell’altra, ci si è avviati alle elezioni.

Ma commettendo forse qualche leggerezza di troppo. Cadendo soprattutto nel tranello della creazione di un leader a tutti i costi. Cadendo nelle ‘grandi intese’ sperando forse di accaparrarsi qualche voto insperato dall’elettorato di centro destra..

Non capendo che per dare una svolta, bisogna creare idee e soluzioni, prima ancora che creare leader e simboli. Creare i leader serve a poco. La destra crea leader. E’ il loro pane, non si può sperare di sconfiggerli proprio la dove hanno L’UNICO punto di forza.

C’abbiamo provato. C’ha detto male. Malissimo.

Ma peggio forse, è stato il dopo. E’ stato il ritornare sui propri passi, è stato lasciare un elettorato da solo con il suo spirito di sacrificio. Si è caduti due volte, snaturando per l’ennesima volta un elettorato di per se già di gran lunga snaturato, ma cazzarola, volenteroso.

Con una prospettiva di governo ombra, come unico approdo ad una deriva politica ormai drammatica.

E più passano le ore, e meno si sente parlare de PD. Nel giro di 24 ore non solo sono spariti i comunisti, ma è sparito anche un partito con neanche 6 mesi di vita.

Abbandonando senza vergogna, un Rutelli in ballottaggio alla carica di sindaco di Roma.
Una sconfitta annunciata, per carità, ma di gran lunga più amara, se si pensa che il PD ha lasciato che tutto seguisse il suo corso, senza neanche provare un’ultimo assalto all’arma bianca. Quantomeno per provare agli altri e a se stessi d’esser ancora vivi. Senza ricordare a Rutelli che qualche immensa stronzata poteva evitarsela pure lui.
Ed è proprio qui, che Il Partito Democratico ha perso il suo elettorato. Che ha perso il mio, ma anche il voto di una grossa fetta di persone nella città eterna, che si sono tragicamente trasformati in ASTENUTI.
Perché si è affidato alla buona volontà degli uomini, senza dimostrare attaccamento, riconoscenza, spirito di combattimento. Neanche un po di sano agonismo... echecazzo.

Cercando di trovare in un elettorato stanco, deluso e spaesato, quei punti di forza che avrebbe dovuto sviluppare nei mesi precedenti di campagna elettorale. E creando negli astenuti una pietosa scusa, ad una erosiva mancanza di identità.

Postato da: PeloBagnato a 13:53 | link | commenti (4)

lunedì, 28 aprile 2008
Arrivederci Roma


Oggi Roma, (ma non solo lei) dimostra che è stata completamente plagiata e stuprata nel suo pensiero più intimo.
E questo, non perché Roma, avesse una parvenza di “ultimo avamposto” di sinistra del nostro paese. Anzi. Basterebbe viverci due settimane, per rendersi conto del contrario.
Ma bensi, perché le è stato tolto il metro di giudizio. E’ stata accecata, raggirata ed infine costretta a prendere una decisione inconsapevole, in maniera frettolosa.
Noi, in quanto romani, siamo stati bombardati e convinti, che l’UNICO problema di questa città fosse rappresentatao dai Rom. Che tutti gli stranieri e gli extracomunitari di Roma, portassero sopra le loro gobbe, il fardello di quanto in questa città faccia cagare, nascondendo sotto le loro vesti la soluzione.
Ma, a noi romani, non hanno spiegato che forse gli unici che non ci rimetteranno troppo  nella scelta del nuovo sindaco ( e del nuovo governo) sono proprio gli extracomunitari. Perché in quanto tali, hanno la fortuna di non avere radici qui, e di conseguenza di potersene andare.
Mentre noi, rimarremo sempre, penosamente e tristemente, legati a questo posto.

 

Curiosità ‘El Paìs’ ed ‘El Mundo’ definiscono ‘Popolo della Libertà’ e ‘Lega’ rispettivamente come “movimento NEOFASCISTA” il primo e “XENOFOBO” il secondo.

Forse è vero che le cose più le guardi da lontano, e più sembrano chiare…

Postato da: PeloBagnato a 21:50 | link | commenti (3)

mercoledì, 26 marzo 2008
' Ti ho Blogrollato' - (parte seconda)

 

Nelle mie precedenti esperienze da blogger, celato nel silenzio, e nell'anonimato più totale, scrivevo righe su righe in proposito a qualsiasi cosa mi venisse in mente allora.

Mi piaceva molto l'anonimato, ma per contro, mi sarebbe anche piaciuto scoprirmi e ricevere dei 'feedback' (come dicono quelli fighi...) anche da persone che io frequento e che considero di un certo valore e spessore, sopratutto morale (panze a parte...).

In questa ultima esperienza 'bloggeristica' invece, ho lasciato la porta leggermente socchiusa, un lumicino acceso, qualche traccia sparsa a destra e a sinistra.
Fin quando, sono stato mio malgrado (...o forse no?!?), penosamente scoperto.

Ma nulla di grave. Anzi.

Ho scoperto con mia meraviglia, che sono stato, e forse lo sono ancora, capace di regalare qualcosa in più a chi mi conosce da anni.
Di essere visto anche sotto una luce differente. Per scoprire che si, una corazza ce l'ho ancora, anche con chi non ti aspetti.
E non la considero una cosa brutta.
Dopo poco, mi sono sentito SOPRATUTTO 'quello che c'ha il blog'.
M'é sembrato come se io avessi ragion d'essere, tra amici e conoscenti, soltanto in funzione di questo blog. Si sa che non sono un tipo estroverso,  e che spesso per parlare con qualcuno con cui non ho confidenza, uso comportamenti che forse non mi appartengono fino in fondo, o argomenti e personaggi molto distanti da me.
Ma bisogna anche precisare, che mi stanco quasi subito di usare armature e corazze, e che passato un certo lasso di tempo, non ho più voglia di conservare suddetti comportamenti o personaggi nel tempo. Sopratutto perchè non mi appartengono... e il fardellino diventa per niente semplice da trasportare.

No, dopo un po, non è stato per niente piacevole.

Un posto questo, mai brillante o troppo frequentato, percarità, ma che ultimamente era diventato un po un salotto privato. E più di una volta quel privato non sembravo essere io...

Ho una vita, non sono Bat-man, quindi non ha senso celarsi, ma non ha neanche troppo senso scrivere qui TUTTI I MIEI AFFARI PRIVATI.

Che tra l'altro, non sono nemmeno cosi interessanti.

Ecco un po per questo, un po perchè alle volte qualcosa ti viene a mancare , anche se non vorresti... e magari ti viene voglia finalmente di
spingere giù dal quel ponte, la tua anima, oramai seduta li da anni con le gambe penzoloni, che guarda nel vuoto ma ha una fifa tremenda di saltare giù.
Io l'ho chiamato 'suicidio emotivo'... ma non è una fine cosi tragica come si possa pensare... anzi si è rivelata una delle cose più giuste da fare, oltre che la più ovvia.
E dove c'é una fine, c'é anche un inizio, e se abbiamo la fortuna di superare entrambi, possiamo scoprire cose della quale non ci eravamo mai accorti prima.
In fin dei conti, anche perdendo qualche 'compagno di viaggio'  ho preferito riservarmi uno stop forse troppo prolungato, un lento ritorno alle cose di sempre... e non mi sembra di aver fatto nulla di male.

Postato da: PeloBagnato a 15:06 | link | commenti

martedì, 18 marzo 2008
Io lavoro e penso a te

Finalmente lavoro.

 

E’ un buon lavoro, è mediamente divertente, NON impegnativo e non faticoso.  Solo che…

 

C’è un orario per fare tutto.

Per uscire, per timbrare, per recuperare, per percepire, per comunicare, per guadagnare, per calcolare, per compilare, per ricevere, per leggere, per ragionare, per realizzare, per ottimizzare, per completare, per mangiare, per pisciare, per riposare, per fermarsi e ripartire.

 

E nella maggior parte del tempo non si conclude nulla.

 

Il bello di tutto ciò, è che c’è un CODICE interno per definire suddetti orari.

Invece che usare la convenzione numerica, si usa un CODICE PERSONALIZZATO e per nulla intuibile, composto solo da lettere.

 

Mi sembra proprio una cosa intelligente.

Se volevamo meno serial killer, dovevamo pensarci prima di attuare certe politiche aziendali...

Postato da: PeloBagnato a 02:25 | link | commenti

sabato, 22 dicembre 2007
Ti ho 'blogrollato' - (parte 'prima')

.... ma allora, ancora funziona???....

Che poi uno si dimentica pure 'perchè non scriveva più', ( ammesso che ci sia un 'perchè'...).

Rileggendo un po di post passati, mi sono reso conto che il mio blog, me lo ricordavo molto meno palloso, di quanto sia in realtà..
Però, bisogna anche ammettere, che non è che faccio una vita cosi avventurosa, da poter pretendere di scrivere chissa quali mirabolanti peripezie.

Durante il lungo silenzio, non è accaduto nulla di particolarmente degno di nota. Soltanto alcune piccole differenze, rispetto a prima.
sostanzialmente tre:

Ho un lavoro  (prima no).
Ho i capelli corti  (prima no).
Suono sempre meno  (prima no).


Il blog era palloso prima, figurarsi ora.



Postato da: PeloBagnato a 01:20 | link | commenti (2)

venerdì, 20 luglio 2007
Essere un Conservatore

Io ho una strana fissazione. Cioè, a dire la verità, ce ne ho più di una.
Ma una abbastanza importante, è quella che non mi convince MAI a liberarmi di niente.
Io conservo di tutto.
Dalle carte delle caramelle, alle vecchie confezioni di cartine. Pacchetti di sigarette vuoti, scarabocchi, vecchi biglietti di concerti o di viaggi.
Vecchi volantini, vecchi flyer, fotocopie e documenti stampati inutili.
 
C’è qualcosa dentro di me, che mi convince che prima o poi, queste cose torneranno utili, ma nella realtà non è quasi mai cosi.
E il brutto è, che mi ci affeziono.
Sono pure un tipo disordinato, quindi alla fine mi ritrovo pile di cartacce sparse per tutte le stanze che abitualmente frequento.
Solo qualche volta, ho dato ‘una ripulita’, ma la sofferenza è stata grandissima.
Anche nel mio portafogli, sono pieno di tessere di associazioni culturali, tessere di pub, biglietti da visita di chi, non so, vecchi scontrini del bancomat.
Roba che se dovessi sparire domani mattina, chiunque riuscirebbe a ricostruire la cronologia della mia esistenza in un attimo. In alcuni punti, anche ora per ora.
 
E’ cosi anche per gli abiti. Ho delle magliette macchiate, vecchie, scolorite e ‘sgarate’. Con i buchi e le macchie di candeggina sparse qua e là..
Eppure ancora le infilo.
Quella povera donna di mia madre, è dunque costretta a liberarsi delle mie cianfrusaglie, più di una volta. Ma di solito quando non sono in casa, o non sono vigile.
Avevo una camicia a quadri a 16 anni. E quanto mi piaceva, Dio solo lo sa.
Aveva una tonalità sul verde, ed era di cotone buono. Non di flanella. Usavo le camice a quadri allora.
Una bella mattina, dopo circa una settimana che non trovavo più la suddetta camicia, ne vedo una buttata dentro un’auto. Un’auto che io non avevo mai visto. Usata a 'mo di straccio per pulire il grasso del motore.
Ne ho dedotto che fosse lei, perché
un’altra delle mie camice a quadri, era finita nello scatolone dell’officina di mio padre, per lo stesso utilizzo. E nessuno mi ha mai avvertito prima.
Un’altra volta, passo davanti ai cassonetti della spazzatura. E ti vedo quasi tutta la mia vecchia collezione di riviste metal. Che sono comodissime quando vai al bagno, e leggi i vecchi articoli, ricordando i passati fanatismi. Ci scopri pure un sacco di cd, che non ti sei mai cagato prima.
Ora sono carta da macero.
Avevo una maglietta dei Misfits. Quando ero piccolo, mio fratello tornando dagli Stati Uniti, mi aveva portato la maglietta dei Misfits.
Che per me, era solo una bella ‘maglietta nera coi mostri’, ma con il tempo ha assunto il suo reale valore.
Era bellissima, con tutte le sue tonalità verde pistacchio e viola. Con un sacco di gente disegnata sopra in bianco. Ricordo che aveva un buchino, proprio in faccia ad una specie di lupo mannaro disegnato sopra. L’ho messa per circa un dieci/tredici anni forse. No tutti i giorni, ovviamente, ma spesso.
Solo ultimamente la indossavo meno, per paura che potesse rovinarsi troppo, e diventare inutilizzabile.
Un giorno non la trovai più. So che c’è lo zampino di mia madre anche li. Anche se non ne abbiamo mai parlato apertamente. Mi è bastato immaginare il'eventuale dialogo:

-“ Mamma, dove sta la mia maglietta dei Misfits?”
- “E chi cazzo so i Sminfi?”

Una sofferenza troppo grande, che non avrei potuto sopportare.
 Comunque, se vedete una maglietta usurata dei Misfits, con un buchino davanti ad altezza 'psudo lupo mannaro’ sappiate che è la mia, e la pretendo indietro...

Postato da: PeloBagnato a 15:14 | link | commenti (9)

giovedì, 19 luglio 2007
Tempestive Ristrutturazioni

Perché Psykola me l’ha detto, e voi no?!?
 
Perché avete voluto godere del mio squallore, mentre stavo affogando in un mare di merda a causa di una stupida ‘R’??? –(vabbè, mica tanto stupida, a conti fatti…)-
 
Almeno voi che un paio di commentini al mese, li lasciate, potevate farmelo presente, no?!?
In separata sede, pure…
 
Ma non è che… niente, niente… non lo sapevate neanche voi????…

Postato da: PeloBagnato a 00:20 | link | commenti (5)

martedì, 17 luglio 2007
Interessante come un peto

Non è che io abbia mai capito cosa esattamente significa 'essere un metallaro’.
Nel senso…    si,  è la classica fase di fanatismo giovanile, in cui il totalitarismo invade completamente la concezione celebrale della vita. Ma oltre a questo?
Ormai c’ho un’età… e per quanto possa ancora divertirmi a fare il ‘capellone’ in giro, i tempi in cui dovevi ‘fare schifo per forza’ sono abbastanza lontani. Anzi, mi ritrovo pure un bel po imborghesito da ‘sto punto di vista.
Ma il punto che vorrei focalizzare è: 'l’annosa questione della vecchiaia dal punto di vista metallaro’. Io mi sono sempre chiesto… come cazzo è un metallaro da vecchio?
Puoi diventare un rincoglionito lurido stile Ozzy, un rincoglionito arzillo stile Lemmy, o uno che fa finta di non essere rincoglionito stile Steve Harris. Perché c’è poco da fare… ci si rincoglionisce, a prescindere dalle droghe usate in gioventù. Chi più, chi meno ci si rincoglionisce tutti. Anche i metallari.
Quando il processo inizia, qualche meccanismo ti salta all’occhio. Tipo, non bere più come una spugna tutte le sere, abbassare il volume dela musica. Sentire SOLO un certo tipo di metal.
Non più come quando sei giovanotto, che infili nelle orecchie qualsiasi cosa rumorosa e zanzarosa ti passa un altro tuo simile.
 
Allora inizi a sgamare le foto dei tuoi idoli di gioventù con le rughe, con le barbe bianche, con la stanchezza del live, con la birra in mano ‘perfarvederechesonosempreunmetallaroubriaconemaallafinebevosienoduevoltealmese’
– (questa era difficile, lo so)-
Le guardi con un occhio diverso, e quasi complice.
 
Ma il fatto è che nessun esempio calza perfettamente. Altri generi musicali, hanno le loro vecchie glorie ritirate. Hanno i loro nomi illustri ben invecchiati. Puoi vedere com’è un ‘Bluesman’ da vecchio.
Non puoi vedere com’è un metallaro da vecchio. Sembra sempre imprigionato in una gabbia di ostentata gioventù, che difficilmente si riesce a credere sia cosi aderente alla realtà.
Si rischia, anzi spesso ci si riesce in maniera divina, di scivolare nel patetico più spinto.
Non c’è un punto fermo da questo punto di vista… solitamente si smette di essere ostentatamente metallari, per raggiungere il karma sociale. Non c’è nessuno che ci ha educato in questo senso… nessuno ci ha detto ‘cosi puoi essere un VECCHIO metallaro’.
 
Ecco. Mentre ci si ritrova al cospetto delle nuove generazioni che avanzano, al cospetto delle nuove convinzioni, che si piazzano prepotenti nella mente e non concepiscono nessun diverso punto di vista, al cospetto di giovani che riciclano i peggiori vecchi, e di vecchie e illustri glorie scaricate nel cesso della memoria, mentre tutto questo si consuma davanti ai nostri occhi quasi stanchi, noi la figura del ‘metallaro invecchiato’ ce la dobbiamo inventare di sana pianta.
Sarà sempre tardi per noi ‘maturi’ ma la mia unica speranza è che alla fine ne possa uscire qualcosa che restituisca a questa figura, le sue giuste inclinazioni di essere umano. Il suo essere invecchiato, stanco e pure pelato. Le sue fisiologiche panze, ed i suoi problemi di gastrite.
E mi scuso per l'abuso di virgolette. Ma io, il virgolettato ce l'ho de dentro.
 

Postato da: PeloBagnato a 02:32 | link | commenti (11)

mercoledì, 11 luglio 2007
Reclame

Ho scovato il bel blog di un amico. Anche se lui molto probabilmente non vedrà mai questo post,
io “vecemannoatutti” nel senso buono ovviamente.
Trovate un sacco di lavori suoi, e anche delle bellissime borsine. Questa è gente che la sa lunga, giovani… mica cotica.
Queste son le persone che sanno fare, che sanno intuire, muoversi e beccare sempre la giusta corrente.
Noialtri siamo sempre li a pensare alla svolta, al mercato internazionale, a come tirare su un sacco di soldi in una botta sola, però poi, ci perdiamo cose come queste, dall'alto valore artistico, emozionale e di una bellezza cosi semplice ma elaborata al tempo stesso.

Tutti i miei rispetti al buon Marco. Una persona gentile, come non ne ho mai conosciute fino a oggi.
E si vede anche nei suoi lavori.

Andate da lui e non sporcate.

Postato da: PeloBagnato a 18:02 | link | commenti (4)